Formazione 4.0: come funziona e a chi spetta

Formazione 4.0: come funziona e a chi spetta

La formazione 4.0 è un incentivo fiscale per le aziende che investono nella formazione dei propri dipendenti.

L’incentivo è stato introdotto con la Legge 205 del 27/12/2017, più volte modificata. Con la legge 178 del 30 dicembre 2020 si interviene nuovamente per aiutare le imprese a trasformarsi rapidamente nel segno della digitalizzazione aziendale.

Troppo spesso, infatti, si guarda con sospetto questo nuovo mondo fatto di software sconosciuti e tecnicismi. Il gap di conoscenze in questo settore allontana le PMI da un processo di digitalizzazione che, a prescindere, arriverà comunque.

In un contesto economico mondiale altamente competitivo, la sfida del digitale interessa tanto i processi quanto la mentalità e il modo di organizzare l’azienda. Per i titolari di PMI la trasformazione digitale offre eccezionali vantaggi e opportunità in termini di produttività e crescita dimensionale.

Il Bonus Formazione viene in soccorso delle imprese per avviare il processo di trasformazione digitale.

In questo articolo vediamo qual è la misura del bonus, come ottenere questo incentivo fiscale, a chi spetta e quali sono le spese ammesse. Continua a leggere.

Formazione 4.0: cos’è e qual è la misura dell’agevolazione?

Il credito d’imposta per la formazione digitale è una misura strategica che rientra nel Piano Nazionale Industria 4.0 e nel Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0. Un nuovo modo di fare impresa volto non solo a digitalizzare i processi aziendali attraverso l’adozione di strumenti adeguati, ma anche a svecchiare gli ambienti di lavoro e la cultura imprenditoriale.

Per questo motivo, le agevolazioni previste incentivano le aziende all’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali, come indicato negli allegati A e B relativi alla legge 232 dell’11 dicembre 2016. Si tratta di strumenti computerizzati in ambito robotico, stampa 3D, meccatronico e altri beni. Ma anche software, sistemi, piattaforme, applicazioni e ulteriori beni strumentali immateriali.

In merito alla misura del credito d’imposta, il bonus è riconosciuto alle:

  • Piccole imprese: in misura pari al 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 300.000 euro;
  • Medie imprese: in misura pari al 40% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro;
  • Grandi imprese: in misura pari al 30% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 250.000 euro.

Inoltre, l’agevolazione cresce fino al 60% in caso di categorie di lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati come definite dal decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 17 ottobre 2017.

Nel prossimo paragrafo vediamo quali sono i destinatari dell’agevolazione fiscale nel dettaglio.

Leggi anche Fondo Nuovo Competenze 2022: cos’è e come funziona.

A chi spetta il Bonus Formazione 4.0?

Il credito d’imposta spetta a tutte le imprese residenti in Italia che vogliano investire nella formazione 4.0, a prescindere da:

  • Forma giuridica;
  • Settore economico (tra cui anche pesca, acquacoltura e produzione primaria di prodotti agricoli);
  • Regime contabile o fiscale.

Inoltre, l’agevolazione spetta anche a tutti gli enti non commerciali che esercitano attività commerciali.

Quali sono i soggetti esclusi?

Non possono accedere alle agevolazioni le imprese:

  • Non in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • Con irregolarità nel versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per i lavoratori;
  • A responsabilità limitata;
  • Destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del D. Lgs. 231/2001;
  • In difficoltà, come definito dal Regolamento UE 651/2014, articolo 2, punto 18.

Vuoi sapere quali sono le spese ammissibili dal Bonus Formazione 4.0? Continua a leggere per scoprirlo.

Quali sono le spese ammissibili per il Bonus Formazione?

Con la legge 178/2020 si introducono nuove modifiche alle spese ammissibili sostenute a partire dal 31 dicembre 2020 fino al 31 dicembre 2023. Ovvero:

  1. Le spese per i formatori;
  2. I costi di esercizio per la formazione: spese di viaggio, forniture e materiali utilizzati durante il progetto, strumenti e attrezzature;
  3. Costi dei servizi di consulenza pertinenti al progetto di formazione;
  4. Spese amministrative, di personale e generali per le ore di formazione.

In altre parole, gli incentivi fiscali per la formazione del personale in ambito digitale coprono non solo le spese relative ai formatori e alle consulenze, ma anche i costi di gestione e di amministrazione dei progetti formativi.

Inoltre, il Decreto Interministeriale del 4 maggio 2018 specifica che sono coperte dal bonus anche le spese per attività formative erogate da soggetti terzi, tra cui:

  • Soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia Autonoma in cui l’impresa ha la propria sede legale o operativa;
  • Università pubbliche o private o strutture ad esse collegate;
  • Soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali secondo il Regolamento CE 68/01 della Commissione del 12 gennaio 2001,
  • Soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37.

Nel prossimo paragrafo vediamo quali sono le attività formative finanziate dal credito d’imposta per la formazione 4.0.

Formazione 4.0: attività formative finanziate dal credito d’imposta

Il credito d’imposta può essere fruito per la formazione del personale dipendente negli ambiti:

  1. Vendita e marketing;
  2. Informatica e tecniche;
  3. Tecnologie di produzione.

In particolare, le attività di formazione devono essere finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle conoscenze relative alle seguenti tecnologie:

  • Big data e analisi dei dati;
  • Cloud e fog computing;
  • Cybersecurity;
  • Simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • Prototipazione rapida;
  • Sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR);
  • Robotica avanzata e collaborativa;
  • Interfaccia uomo macchina;
  • Manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
  • Internet delle cose e delle macchine;
  • Integrazione digitale dei processi aziendali.

Una volta chiariti quali sono le attività formative e le spese ammissibili per ottenere l’agevolazione fiscale, vediamo insieme come ottenere il bonus.

Continua a leggere per scoprire quali sono i documenti necessari.

Come ottenere il credito per la Formazione 4.0?

Il credito per la formazione 4.0 è considerato come “aiuto di Stato” e pertanto si matura nel momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Perciò, le imprese che vogliono accedere al bonus hanno l’obbligo di redigere e conservare una serie di documenti.

La documentazione necessaria è costituita da:

  1. Fatture e altri documenti d’acquisto;
  2. Attestazione di conformità rilasciata dal venditore;
  3. Attestato di avvenuta interconnesione;
  4. Perizia tecnica (obbligatoria per i beni strumentali il cui valore supera i 300.000 euro).

Insieme alla documentazione fiscale, le imprese beneficiarie devono illustrare i contenuti del progetto formativo e le modalità di organizzazione dello stesso. Inoltre, sono tenute a tracciare i dipendenti che hanno preso parte alle attività formative, attraverso registri nominativi.

Per accedere all’incentivo, le imprese devono inviare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi, con riferimento alle attività e alle spese sostenute nei periodi d’imposta 2021 e 2022.

Sfruttare il credito d’imposta per la formazione 4.0 è un’opportunità imperdibile per le imprese che possono finalmente avviare il processo di digitalizzazione aziendale grazie all’impegno dello Stato. Inoltre, questo incentivo rappresenta un modo agevole di fare upskilling e reskilling del personale, vincendo la sfida competitiva all’interno del mercato del lavoro.

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