Generazione NEET: cos’è e le misure per contrastare l’inoccupazione

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Generazione NEET: cos’è e le misure per contrastare l’inoccupazione

Negli ultimi anni, sempre più spesso, si sente parlare dei cosiddetti NEET. Effettivamente chi sono i NEET? Perché si parla di essi come di una vera e propria generazione, solitamente quella dei più giovani? E quali sono le misure a favore della generazione NEET, anche detta NEET generation? Scopriamolo in questo approfondimento.

Cosa sono i NEET? Definizione della generazione NEET

Quando si parla di NEET, generalmente, si fa riferimento all’acronimo della definizione inglese not (engaged) in education, employment or training. Tradotto per i non anglofoni, coloro i quali non sono impegnati nella scuola, nel mondo del lavoro oppure nella formazione.

Questa definizione, che in Italia talvolta viene tradotta come né-né, risale al 1999. Nel report della Social Exclusion Unit, infatti, fu utilizzata questa definizione per indicare la generazione fra i 16 e i 29 anni con queste caratteristiche. Essa, poi, è divenuta celebre anche al di fuori dei confini britannici, seppur con lievi modifiche rispetto alla fascia sociale cui fa riferimento. In Italia, per esempio, la generazione né-né include persone fra i 15 e i 29 anni. In alcuni casi, invece, essa è stata estesa fino ai 35 anni o addirittura oltre.

La NEET generation in Europa: dai Paesi Bassi all’Italia

Secondo le stime di Eurostat del 2017, in Europa appartenevano alla NEET generation circa 5,5 milioni di giovani fra i 18 e i 24 anni. La percentuale più bassa di giovani inoccupati si registra in Islanda, con appena il 4,1% dei giovani. A seguire, con il 5,3% dei giovani NEET, i Paesi Bassi. Infine, la Norvegia con il 6,3% di NEET. Dall’altra parte della classifica, all’ultimo posto, troviamo la Macedonia, con il 32% di giovani appartenenti ai NEET. Al penultimo posto, invece, troviamo la Turchia, che possiede il 30,8% dei NEET. Infine, purtroppo, troviamo l’Italia, con il 25,7% di giovani appartenenti ai NEET.

La generazione NEET in Italia: i numeri dei né-né

Come detto, l’Italia è uno dei paesi con maggiore presenza di coloro i quali vengono definiti né-né. In tutto, i NEET giovani italiani nel 2017 erano circa 2 milioni. L’appartenenza alla fascia NEET è più comune nel sud d’Italia e nelle isole, dove si arrivano a sfiorare anche percentuali del 40%. In particolare nelle province di Caltanissetta in Sicilia, dove i NEET sono il 44,9% dei giovani, Crotone in Calabria, dove si arriva a 44,7%, e Caserta in Campania col 39,4%. Fra le province meglio messe, invece, troviamo quella di Venezia, con l’11,2%, Belluno e Treviso, con l’11,6, e Modena e Lecco, con l’11,9%.

Gli strumenti per i giovani NEET

In Italia, lo Stato ha previsto degli aiuti a favore dei giovani NEET. In particolare NEET 2018 rappresenta un incentivo occupazionale per i datori di lavoro. Non è l’unico incentivo, tuttavia. Esiste anche il programma Garanzia Giovani, che consente ai NEET di acquisire nuove competenze professionali, orientate poi verso l’impiego professionale.

Deaform per la generazione NEET

Nell’ambito delle proposte verso la generazione NEET, Deaform mette a disposizione i propri corsi per apprendere le competenze necessarie all’avvio e alla gestione dell’attività d’impresa. Questo consente al giovane NEET di formalizzare la propria idea imprenditoriale in un business plan, che, successivamente, sarà presentato sul portale Invitalia per richiedere l’accesso alla misura 7.2 del PON IOG – Fondo SELFIEmployment.

Nel contempo, i NEET partecipanti saranno accompagnati nello sviluppo delle proprie attitudini di imprenditore, attraverso l’apprendimento di nozioni generali di management d’impresa, degli strumenti utili per fare impresa e della rete di attori istituzioni presenti sul territorio. Il percorso, che deve concludersi entro 45 giorni, prevede due fasi:

  • fase A: moduli di formazione di base della durata complessiva di 60 ore, da erogarsi in aula (minimo 4 e massimo 12 allievi) o per piccoli gruppi (massimo 3 allievi); alla formazione in aula potranno essere abbinate interazioni a distanza con allievi aventi la possibilità di interagire in live streaming con i docenti (per un massimo di 24 ore sulle 60 previste per la Fase A), in modo da consentire la capillarizzazione sul territorio delle attività;
  • fase B: un modulo di accompagnamento e di assistenza tecnico-specialistica e personalizzato erogato in forma individuale o per piccoli gruppi (massimo 3 allievi), della durata di 20 ore.

Per i partecipanti che seguiranno entrambe le fasi sarà riconosciuto un benefit di 400 euro lorde.