Apprendistato professionalizzante: come funziona per gli “over 29”

contratto di apprendistato

Apprendistato professionalizzante: come funziona per gli “over 29”

Negli ultimi tempi è cresciuto il numero di contratti di apprendistato senza limiti di età, una forma di contratto che, a differenza del classico apprendistato professionalizzante, consente l’assunzione in deroga ai limiti di età imposti, pari a 30 anni da compiere. Per comprendere meglio il contratto di apprendistato in deroga, quindi, vediamo quali sono i criteri per procedere.

Come funziona il contratto di apprendistato

L’apprendistato professionalizzante è una forma di contratto di lavoro, regolata dal Testo unico sui contratti di lavoro (D.lgs. 81/2015). Secondo questo, il contratto di apprendistato professionalizzante può essere somministrato a tutti i lavoratori, senza limiti di età, che siano destinatari di trattamento di disoccupazione. Fra i beneficiari di questa tipologia di contratto sono compresi anche i lavoratori con età superiore ai 29 anni che hanno inoltrato istanza di riconoscimento del trattamento di disoccupazione NASpI, cioè la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (D.lgs. 22/2015). Questa indennità di disoccupazione può essere percepita se:

  • sono state svolte almeno 30 giornate di lavoro nei precedenti 12 mesi;
  • sono stati versati, negli ultimi 4 anni, i contributi pari a 13 settimane di lavoro;
  • essere in possesso dello stato di disoccupazione.

Stato di disoccupazione: quali sono i criteri per ottenerlo

Come si è visto, è necessario essere in possesso dello stato di disoccupazione. Questo è regolato dagli artt. 19 e 21 del D.lgs. 150/2015. In particolare, essi prevedono i seguenti criteri per il riconoscimento dello stato:

  • perdita involontaria dell’impiego, compreso il licenziamento per:
    • scadenza del contratto a termine;
    • licenziamento disciplinare (Risp. Interpello Min. Lav. 24 aprile 2015 n. 13; Circ. INPS 29 luglio 2015 n. 142);
    • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta in sede protetta (procedura di conciliazione presso l’ITL: art. 7 L. 604/66; v. n. 29448), oppure avvenuta in ragione del rifiuto di trasferimento del lavoratore ad altra sede della stessa azienda, purché distante oltre 50 km dalla residenza o raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici (Circ. INPS 29 luglio 2015 n. 142);
    • accettazione dell’offerta economica proposta dal datore di lavoro nell’ambito della nuova “conciliazione agevolata” (art. 6 D.Lgs. 23/2015; v. n. 29725; Risp. Interpello Min. Lav. 24 aprile 2015 n. 13; Circ. INPS 29 luglio 2015 n. 142);
    • dimissioni per giusta causa;
  • la dichiarazione, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, di immediata disponibilità all’attività lavorativa (detta anche DID) e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego.

La dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro può essere presentata mediante registrazione al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro (art. 13 D.Lgs. 150/2015), oppure attraverso la domanda NASpI. Quest’ultima infatti equivale alla dichiarazione di disponibilità e viene trasmessa dall’Inps all’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. Per ottenere lo stato di disoccupazione, poi, l’interessato deve rispettare i vincoli di condizionalità previsti dalla legislazione italiana, consistenti nell’obbligo di presentarsi al Centro per l’impiego o presso un’Agenzia per il Lavoro (APL) per la profilazione e la sottoscrizione del patto di servizio e nella partecipazione alle iniziative proposte, pena l’applicazione delle relative sanzioni (decurtazione o decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione).

La sottoscrizione del patto di servizio

In particolare, per confermare lo stato di disoccupazione e sottoscrivere il patto di servizio, i lavoratori disoccupati beneficiari delle prestazioni a sostegno del reddito, ancora privi di occupazione, devono contattare i Centri per l’impiego, con le modalità definite da questi, entro il termine di 15 giorni dalla data di presentazione della domanda Naspi.

In mancanza, come precisato nel D.lgs.150/2015, sono convocati dal centro per l’impiego entro il termine stabilito con un apposito decreto ministeriale, per stipulare il patto di servizio. In base a quanto indicato dalla normativa, dunque, non contattare il centro per l’impiego per la stipula del patto di servizio non comporta la decadenza dallo stato di disoccupazione, in quanto in mancanza di contatti è comunque il centro per l’impiego a dover convocare l’interessato. Il patto di servizio deve indicare la disponibilità del richiedente alle seguenti attività:

  • partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro (ad esempio stesura del curriculum vitae e preparazione per sostenere colloqui di lavoro o altra iniziativa di orientamento);
  • partecipazione a iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • accettazione di congrue offerte di lavoro.

 

Deaform vi assiste nelle assunzioni e nella formazione per l’apprendistato, anche per apprendisti con età superiore ai 29 anni, e, laddove necessario, supporta anche tramite la propria APL di riferimento per le attività di profilazione. Per tutte le altre informazioni, non esitate a rivolgerci i vostri quesiti.